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Sovrappeso un italiano su tre

Da "Panorama" - 17/11/2004  

 

Restano confermate le abitudini degli italiani legate alla dieta mediterranea. Ancora scarso, però, il consumo di pesce e legumi. Confermato l'effetto di mode e stereotipi imposti dalla società anche nelle abitudini alimentari


 
Il 50% degli italiani si sente in sovrappeso, ma solo il 34% lo è realmente, segno che la percezione del sovrappeso è maggiore della realtà. Lo dimostra un'indagine dell'Istituto di ricerche demoscopiche SWG, commissionata da Herbalife e presentata martedì 16 novembre.

I risultati dell'indagine, su un campione di 1.000 soggetti di età compresa tra 18 e 64 anni, sembrerebbero confermare l'effetto di mode e stereotipi imposti dalla società anche nelle abitudini alimentari.
"Se il 34% del campione è risultato essere realmente in sovrappeso - ha sottolineato il nutrizionista Andrea Strata dell'Università di Parma - la percezione registrata dal sondaggio è stata, invece, di gran lunga superiore: il 50% degli italiani rilevati ha dichiarato di sentirsi tale".

A sentirsi "normopeso", ha aggiunto Strata, "è il 43% degli intervistati, ma in realtà lo è realmente oltre il 62%".
Solo il 14% delle persone risultate in "sovrappeso", ha rilevato l'esperto, vive comunque questa condizione con disagio e il 78% degli obesi si sente "in poco o nessuno imbarazzo" rispetto al proprio peso. E ancora: il 72% dei 'molto sovrappesò e il 90% di quelli 'sovrappesò dichiara di aver un rapporto "equilibrato" e "controllato" con il cibo.
Il sondaggio Swg-Herbalife, che ha indagato ampliamente le abitudini alimentari degli italiani, ha anche evidenziato che solo il 6% degli intervistati è risultato 'molto sovrappesò e il 2% 'molto sottopesò.


Restano invece confermate le abitudini degli italiani legate alla dieta mediterranea: quasi il 60% degli intervistati, infatti, consuma pasta e pizza da un minimo di 5-6 volte alla settimana fino ad oltre 2 volte al giorno.
Ancora scarso, però, il consumo di pesce e legumi, considerati cibi più difficili da cucinare e, dunque, meno adatti ai tempi frenetici della vita moderna.
Dall'indagine emergono, inoltre, differenze nelle abitudini alimentari tra i due sessi: piccoli pasti frequenti nel corso della giornata tra le donne più giovani e magre, mentre piccoli spuntini anche dopo cena sono più frequenti tra gli uomini.
I maschi, inoltre, mangiano tre volte di più tramezzini, pizze e panini, anche se il 28% ha ammesso di aver seguito una dieta; segno, affermano gli esperti, che la tendenza a stare più attenti alla linea si conferma un must anche per gli uomini.

OBESITÀ: GROSSE PREOCCUPAZIONI
Un problema, quello dell'obesità, che sta d'altro canto assumendo dimensioni preoccupanti anche in Italia, come ha sottolineato il nutrizionista Michele Carruba della Società italiana dell'Obesità: circa il 10% della popolazione italiana è infatti obesa e "l'epidemia", ha affermato, cresce al ritmo del 25% ogni 5 anni.
Una situazione che comporta un aggravio enorme per il Sistema sanitario nazionale: i costi per Stato e contribuenti riferibili all'epidemiologia dell'obesità, ha affermato Carruba, sono stimabili in circa 22,8 miliardi di euro all'anno, di cui il 64% riferibile a ricoveri ospedalieri. Le persone con problemi legati al peso, infatti, hanno spesso malattie cardiovascolari (in un'alta percentuale dei casi anche mortali) ed una lunghezza di vita di 10 anni inferiore rispetto alla media.


"Il Sistema sanitario Nazionale - ha concluso l'esperto - non può più sostenere questi ritmi, ed è dunque necessaria una maggiore prevenzione indirizzata alle persone a rischio".